Supervisione
Poter raggiungere sul proprio lavoro uno sguardo distaccato, da sopra, possibilmente senza coinvolgimento emotivo, è, credo io, il desiderio di ogni terapeuta
Propongo due modi di fare supervisione:
Presentazione di singoli casi nel mio studio.
Come terapeuti, in particolare se manca ancora l’esperienza professionale, la relazione col cliente può diventare pieno di insidie. Questo è il momento in cui la richiesta d’aiuto è un passo saggio e sano.
Il terapeuta ha bisogno di un luogo non giudicante, protettivo e sicuro per ricevere aiuto, sostegno e proposte per ritrovare il filo conduttore del processo, ottenere lo scioglimento dei blocchi e ritrovare il delicato e prezioso filo della relazione d’amore perso nella giungla dell’ego!
Presenza durante una seduta di terapia nello studio del collega.
Il terapeuta presenterà brevemente il caso prima della seduta.
Avrà luogo la seduto, poi seguirà un colloquio conclusivo in cui i due professionisti riflettono e dialogano sull’accaduto.